SOCIAL DREAMING MATRIX – 5 MAGGIO 2020

I SOGNI AL TEMPO DEL COVID 19

Volare alto nel cielo, a mani aperte, in mezzo a fluttuanti sciarpe colorate; il becco di un’anatra di un giallo intenso, bello, spunta da una tana sulla riva di uno stagno; camminare a piedi nudi in un lago di gelatina di un color caramella verde fluido, l’acqua è calda e piacevole, una meraviglia; coltivare una rosa profumata sul balcone di casa e scoprirsi disperati perché qualcuno l’ha rubata; ammirare stupiti la vista del lago dalla finestra del terrazzo di casa; accarezzare il manto morbido di un agnellino seduti su un prato verde, prima di scoprire, aprendo una zip, che sotto il manto c’è uno scheletro.

I sogni della quarta Matrice di Social Dreaming, il 5 maggio scorso, data che ha segnato anche la fine del lockdown, parlano di una riscoperta della sensorialità attraverso tutti i sensi, dalla vista al tatto, dal gusto all’olfatto; sensazioni vivide, forti, vitali, promesse di una rinascita. 

Attraverso i sensi la natura perde gli aspetti inquietanti e minacciosi che avevano tanto spazio nelle precedenti matrici, all’inizio del nostro percorso, e diventa una fonte di benessere e di gioia, una nuova sorgente di vita. Nei sogni ci immergiamo con piacere in una natura da riscoprire, meravigliosa e vitale, a cui non solo possiamo adattarci ma che anzi ci aiuta ad abitare nuovi mondi, ci insegna a volare e a respirare sott’acqua come un pesce.  

I tanti sogni che si susseguono sono sequenze di immagini come quelle di un film, narrano storie popolate di personaggi cinematografici, letterari e fantastici come Madonna, Al Pacino, Joe Pesci, Harry Potter e le torri di Hogwarts, il Piccolo Principe e la sua rosa. 

Come in un gioco di specchi la riscoperta dei sensi rimanda alla ricerca di un senso, alla necessità di un principio organizzatore che aiuti a sistemare le cose e a dare un metodo, in uno strano gioco di alterazione di significati nel quale, come qualcuno ha fatto notare, sembra che l’inconscio si sia divertito parecchio a confondere le acque.

Come in un gioco di specchi il piacere di stare insieme nello spazio della matrice e di rispecchiarsi negli altri si intreccia al bisogno di essere protagonisti e di mettersi a nudo, la scoperta inebriante di nuove sensazioni nasconde la paura di lasciarsi andare all’allucinazione, l’alterazione dei sensi evoca la perdita del controllo.

L’iperrealtà che viene dal potenziamento dell’esperienza sensoriale è inebriante, ci muoviamo in una sorta di realtà aumentata che lascia intravedere una possibilità di rinascita, è un percorso iniziatico che apre a nuove possibilità; ma richiede anche la capacità di affidarsi, di lasciarsi andare, di entrare senza paura dentro il flusso collettivo, senza pensare che l’alterazione dei sensi possa nascondere un pericolo, qualcosa di orribile come l’abuso di bambini.

Nei sogni ci muoviamo tra iperrealtà a allucinazione, due poli opposti in cui realtà cinematografica e fiaba si incrociano, dove una scuola si trasforma in un tendone da circo dentro il quale tutto si fa confuso e pericoloso. 

Il percorso creativo evocato dalle tante immagini di donne gravide e splendenti di vita è tutto al femminile, potenzialmente generativo, orientato alla cura. L’immagine del femminile è potente e magica, evoca l’invisibile e il trascendente, guarda al futuro; ma è anche una creatività bloccata nella sterile attesa di un regista che non arriva, simboleggiata da un occhio cucito che non può vedere, reso cieco da un bisogno di ipercontrollo di una coscienza vigile che non molla la presa, come una iena affamata. 

Dioniso e Apollo si sfidano, ancora una volta, sul terreno di una vita che rinasce ma è tutta da reinventare, nella quale il mondo dionisiaco dello sperdimento sensoriale inebriante, confusivo e collettivo si scontra, ancora una volta, con la visione apollinea del controllo razionale, cosciente, individuale. 

Femminile e maschile, sentimento e ragione, visibile e invisibile, rimangono separati, indicano una soglia e un confine difficili da attraversare, e la sintesi sembra sfuggire di mano.

Le nuove nascite sono immagini cariche di vitalità, bellezza e speranza, ma potrebbero anche essere un progetto che forse non si realizzerà mai, e le gravidanze tanto attese potrebbero essere gravidanze isteriche.

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